Federica Rossi

26 anni. Diploma di laurea in Regia Cinematografica, hobby comunicare.

GIRAVA LORENZA

Girava Lorenza.
Girava tra le braccia di quel ragazzo.
Girava e rideva Lorenza.
Le sembrava di girare da una vita, e per una vita avrebbe voluto girare.
Rideva mentre la bibita si rovesciava.
Rideva mentre lui la stringeva tra le braccia un attimo per poi farla girare ancora.
Girava e pensava.
E poi girava e non pensava più.
E quello era il momento più bello.
In quel momento erano solo mani, corpi che si scontravano e tutto che girava.
E allora si chiedeva se non era il mondo che si era messo a girare più forte.
E lei, immobile, al centro della sala che girava, a ridere.

Che strane erano quelle risate.
Assomigliavano ad un pianto.

Forse era così.
Era lei, da sola, al centro del mondo che girava, a piangere.

Girava il mondo di Lorenza troppo in fretta.
Girava e la lasciava indietro.
Giravano gli amici, girava l'amore, giravano gli anni e la scuola.
Girava sua madre attorno a lei, girava suo padre.
Ma niente lasciava qualcosa.
Non c'era traccia di loro nella sua vita.
Non c'erano occhi che si fermavano.
E le carezze, erano cosi' veloci da sembrare schiaffi.
E baci rapidissimi, che non lasciavano calore.

Girava Lorenza.
Girava e cercava di raggiungere il mondo.
Girava, rideva e avrebbe voluto correre.
Correre più veloce di tutti.
Correre sopra di tutto.
Correre ed essere prima, dover aspettare per gli altri, più lenti, finalmente più lenti di lei.
Girava Lorenza, che sapeva di non essere come gli altri.
Girava Lorenza, che portava dentro di sé un cromosoma in più.
Girava Lorenza, tra le braccia del fratello.
Un fratello normale, per lei che era diversa.
Girava Lorenza e le sembrava quasi di poter raggiungere il mondo.
Di essere quasi alla giusta velocità.
Girava Lorenza, che tutti la guardavano.
Rideva Lorenza, che tutti la guardavano.
Era diversa Lorenza, ma a lei non importava.
Girava quasi come il mondo adesso, ed era questo che contava.